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COMPILATO DA:
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LEMMI PUBBLICATI: 697
ULTIMI LEMMI PUBBLICATI
TERZA EDIZIONE
Riveduta e con molte giunte
MILANO, 1890
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POCHE PAROLE D'INTRODUZIONE
[Le "poche parole d'introduzione" corrispondono a sei pagine in
corpo otto. Appena mi sarà possibile, vedrò di metterle in linea tutte;
per ora mi limito alle ultime righe.]
Orazio c'insegna che Scribendi recte, sapere est principium et fons; e senza
quel sapere, cioè, senza il senno, senza la ragione, che pondera e
delibera, non si scrive bene.
Non presumo che quest'opera sia in ogni sua parte compiuta e perfetta, perrocché
il proverbio, che dice: Al molino ed alla sposa Sempre manca qualche cosa, ben si
attaglia ai lavori dell'ingegno, e in ispecie ai lavori lessicografici. Feci quel che
meglio io seppi e potei; e però non mi mancherà (almen lo spero) il
compatimento e la benevolenza degli studiosi. Ai quali, nel por fine a queste poche parole
di introduzione, io non posso fare che rammenti un avvertimento di Pietro Giordani:
«Mutare le fogge del vesito è senza pericolo: emendare i difetti delle leggi
è con profitto: ma la lingua è edificio di lungo lavoro, che si può
ampliare o abbellire; chi lascia consumarlo e cadere prepara molti secoli di vivere
selvatico, e altri molti di penosi sforzi per ricomporre una civiltà.»
Firenze, nella primavera del 1890.
C. ARLÌA.
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